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A un passo

16,00

A un passo
Di Fausto Rampazzo
ISBN 9788896551462
Costo 16,00 euro
Collana scandagli
Casa editrice fuorilinea

Category: .

Perché inserire un personaggio realmente esistito – il giornalista Antonio Russo – in una storia di fiction?
Per quale motivo mischiare realtà e finzione?
Come sottolinea Fausto Rampazzo nella nota introduttiva, la vicenda del giornalista e le sue corrispondenze
dalla Cecenia sono reali, ma la costruzione psicologica del personaggio è frutto di invenzione, di deduzione.
D’altra parte, la storia del protagonista, Michele, e il suo intreccio con Russo sono inventati, eppure quanti
uomini esistono come Michele nella realtà, al servizio della connivenza tra politica, intelligence e
multinazionali. Nel mondo del profitto e della comunicazione (e dei social media) realtà e finizione si
invadono l’un l’altra fino a confondersi. Se la verità subisce un processo di sterilizzazione, attraverso inserti
di finzione, prima di esse consegnata al consumo, la finzione viene assurta alla realtà improbabile del
“come vorremmo che fosse”. La realtà diventa solo una realtà accettabile, commerciabile e la finzione
un’utopia falsamente raggiunta. Nel film la regola del gioco, il giornalista che sta per mette in rete la
propria indagine sui legami tra CIA e narcotrafficanti nicaraguensi, viene ammonito da un funzionario della
Casa Bianca e così liquidato: ”Certe storie sono troppo vere per essere raccontate”. Siamo negli anni ’90, il
giornalista Premio Pulitzer si chiama Gary Webb e alla fine svelerà a proprio discapito la verità inaccettabile
(non commerciabile) del governo degli Stati Uniti che, attraverso accordi con i narcotrafficanti, finanzia le
truppe paramilitari dei Contras per rovesciare i Sandinisti a potere in Nicaragua. Solo una delle tante storie
troppo vere per essere raccontate, senza il restyling accomodante della finzione.
Ma in questo gioco perverso, troppo spesso fatale per chi si occupa di informazione, lo scrittore ha la
possibilità di muoversi con più libertà, con quella leggerezza precisa e determinata che ci ha indicato
Calvino. Lo scrittore non rispetta realtà e finzione: il territorio in cui si muove è quello della verosimiglianza.
Un territorio non reale ma vero, in cui tutte le storie troppo vere possono, e devono, essere raccontate.
Con precisione, con determinazione.

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