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Censimento degli invisibili

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Gli ultimi, coloro che vivono in eterne periferie, dell’anima e dello spazio, ai margini della storia; quelli di cui ci si ricorda solo attraverso statistiche e numeri. Sono loro i protagonisti di Censimento degli invisibili, un duplice e coraggioso viaggio, reale e immaginario, che CESARE CAVONI fa snodare lungo due distinti versanti narrativi; da una parte gli invisibili che affiorano dalla realtà, fino a farsi cronaca: malati, migranti, vittime di guerre e regimi; dall’altra il simbolo di un altro viaggio, in apparenza più personale, ma che rispecchia la ricerca di senso di ogni persona e che attraversa il dolore come una smemorata radiografia di cartapesta. Solo la poesia può predisporsi a un censimento di tutto ciò, cose e persone, che pur viaggiandoci accanto sembrano invisibili. È in questa nebbia che si muovono figure familiari e nello stesso tempo lontanissime. Così questi versi si nutrono di storie e scendono in strada, nella guerra e nel fango per andarsele a prendere. Figure e storie che entrano tutte in un gigantesco museo dell’inquietudine. “Arriva la fine della poesia / senza aver aperto il pacco delle promesse / in cui non c’era un biglietto per l’infinito / in prima classe, ma solo un semplice giro / intorno al perdono, dietro casa”.